Una nuova speranza per Alberto Stasi

Dopo oltre dieci anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi potrebbe vedere una luce in fondo al tunnel. Come riporta TGCOM24, la difesa dell'ex studente bocconiano ha intenzione di presentare una richiesta di revisione del processo "entro l'estate", basandosi sui nuovi elementi emersi dall'inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio.

La svolta è arrivata con un'informativa di 310 pagine dei Carabinieri di Milano che ribalta completamente il quadro investigativo. Secondo Open, il documento contiene elementi devastanti contro Sempio, 38enne amico del fratello della vittima, oggi unico indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà.

Le prove contro Andrea Sempio

L'indagine ha rivelato dettagli inquietanti sul comportamento di Sempio. Nelle intercettazioni in auto, il 38enne pronuncia frasi compromettenti riferendosi a Chiara come "bella stronza" e rivela di possedere video intimi della ragazza con Stasi. Ma la frase più pesante arriva il 12 maggio 2025: "quando sono andato io... il sangue c'era", interpretata dagli inquirenti come un lapsus rivelatore.

Sul piano scientifico, emerge l'"impronta 33" trovata sulla parete della cantina, attribuita a Sempio sulla base di 15 minuzie. Il suo DNA mitocondriale era già stato trovato sotto le unghie di Chiara nel 2007, ma all'epoca non si riuscì a identificarne la provenienza.

Ricerche online e profilo psicologico

Dall'hard disk di Sempio emergono ricerche ossessive su "satanismo, omicidi, assassini, predatori sessuali" e test come "scopri il serial killer che è in te". Nei suoi diari si descrive come "protagonista violento" in sogni dove aggredisce ragazze.

La resistenza della famiglia Poggi

Come spiega Repubblica, la famiglia di Chiara Poggi mantiene una posizione ferma sulla colpevolezza di Stasi. Rita e Giuseppe Poggi, genitori della vittima, vedono nella possibile revisione non solo la messa in discussione di una verità giudiziaria consolidata, ma anche il rischio di vedere nuovamente infangata la memoria della figlia.

Secondo Open, la frattura tra i Poggi e Stasi nasce anche dalla strategia difensiva adottata durante il processo, quando si tentò di dipingere Chiara come una ragazza "dalla doppia vita". Nelle motivazioni della sentenza di condanna si legge chiaramente come la difesa abbia "adombrato che Chiara potesse avere una sorta di doppia vita", ipotesi respinte dai giudici come "semplici illazioni".

L'ombra della corruzione

Un capitolo particolare riguarda l'indagine del 2017 che archiviò il caso Sempio. Dalle intercettazioni emerge un dialogo tra i genitori di Andrea dove si parla di "pagare quei signori là" e di una cifra di 56mila euro in contanti. L'ex procuratore aggiunto Mario Venditti, che seguì il caso, è oggi indagato a Brescia per corruzione.

Verso la revisione

La difesa di Stasi, rappresentata dall'avvocato Giada Bocellari, considera questi elementi sufficienti per dimostrare l'innocenza del proprio assistito. La richiesta di revisione potrebbe essere presentata anche dalla Procura generale di Milano, aprendo una fase completamente nuova di questo caso che ha segnato la cronaca nera italiana.