Un caso senza precedenti in Italia
Una ventenne veneziana ha fatto la storia sanitaria italiana diventando il primo caso documentato di dipendenza da intelligenza artificiale. Come riporta il Gazzettino, la giovane si è rivolta spontaneamente al Servizio per le Dipendenze (Serd) dell'Usl di Venezia per una forma di "dipendenza comportamentale" legata all'uso dell'AI.
Il caso emerge in un contesto particolare: su circa seimila pazienti seguiti dal Serd veneziano, solo sei sono in carico per dipendenze da videogiochi e smartphone, rendendo questa situazione ancora più eccezionale per la sua specificità.
Quando l'AI diventa l'unica amica
Secondo quanto ricostruito dagli specialisti, per la giovane l'intelligenza artificiale era diventata molto più di uno strumento tecnologico. Era percepita come una vera e propria persona amica, l'unico interlocutore capace di ascoltarla e comprenderla davvero. Questo rapporto esclusivo, paradossalmente, aveva finito per rafforzare il suo isolamento dal mondo reale.
La dottoressa Laura Suardi, direttrice del Serd di Venezia, inquadra il caso all'interno di un fenomeno più ampio che coinvolge giovani fragili alla ricerca costante di rassicurazioni e comprensione. L'AI aveva colmato questo vuoto emotivo, ma creando una dipendenza dannosa.
I segnali d'allarme secondo gli esperti
Gli specialisti del settore hanno identificato chiari indicatori che dovrebbero far scattare l'allarme nelle famiglie. Come spiega su Repubblica Vincenza Ariano, che guida il Serd di Taranto, bisogna preoccuparsi "quando la vita sociale inizia ad essere compromessa, quando nei giovanissimi c'è l'inversione del ritmo sonno-veglia che compromette attività di studio e lavorative".
Il problema nasce nel momento in cui l'intelligenza artificiale smette di essere uno strumento e si trasforma in un riferimento imprescindibile nella vita quotidiana. In questa fase, secondo Ariano, "il cervello per un fenomeno neurobiologico non decide più, c'è il cosiddetto 'craving', il desiderio irrefrenabile che ti porta a un determinato comportamento".
L'importanza della prevenzione
Gli esperti sottolineano che famiglia e amici dovrebbero cogliere tempestivamente eventuali segnali di disagio, evitando di limitarsi a imporre semplici restrizioni nell'uso dei dispositivi digitali. L'approccio deve essere più articolato e coinvolgere professionisti del settore.
Il caso veneziano, pur rappresentando un episodio isolato, apre interrogativi importanti sul rapporto tra giovani e nuove tecnologie, in particolare quelle basate sull'intelligenza artificiale sempre più sofisticate e "umane" nelle loro interazioni.


