Il miracolo dimenticato del 1990

Come riporta BadTaste, nel 1990 accadde qualcosa di straordinario nel panorama cinematografico: mentre Francis Ford Coppola si preparava a chiudere la sua leggendaria trilogia con Il Padrino parte III, Marlon Brando aveva già riportato in vita Don Corleone. Non in un cameo nostalgico o in scene tagliate, ma in una commedia strampalata intitolata "Il Boss e la Matricola".

Il film, che vede protagonista anche Matthew Broderick, rappresenta uno di quei casi cinematografici che lasciano sbalorditi: come si passa dall'interpretazione più iconica della storia del gangster movie a una buddy comedy? Eppure, secondo BadTaste, la pellicola fu accolta benissimo dalla critica, molto meglio del terzo capitolo della saga di Coppola.

Un successo di critica inaspettato

I numeri parlano chiaro: su Rotten Tomatoes, Il Boss e la Matricola vanta un punteggio del 94%, quasi 30 punti percentuali in più rispetto a Il Padrino parte III, fermo al 66%. Un risultato che fa riflettere sulla qualità effettiva di questo film dimenticato.

La premessa vede Brando interpretare Carmine Sabatini, un boss mafioso che è praticamente il sosia perfetto di Vito Corleone. Come sottolinea BadTaste, non si tratta di un sequel mascherato o di un universo condiviso, ma di "meta-cinema allo stato puro": un gioco di specchi tra finzione e realtà, dove l'attore riprende i tratti distintivi del personaggio che lo ha reso immortale, piegandoli in direzione comica.

Il fascino del tempo che passa

C'è un elemento quasi inquietante nella performance di Brando: quando girò Il Padrino nel 1972, aveva 48 anni e interpretava un uomo invecchiato dal trucco. Nel 1990, l'attore era invecchiato naturalmente fino a somigliare in modo sorprendente al Don Corleone che aveva creato diciotto anni prima.

Le guance cadenti, la voce roca, i gesti misurati: tutto tornava, ma con la patina del tempo reale. "Non era un duplicato esatto, ma un clone invecchiato", come riporta efficacemente BadTaste.

Una commedia degli equivoci riuscita

Il film ruota attorno a Clark Kellogg, studente universitario interpretato da Matthew Broderick, che si ritrova invischiato negli affari di Sabatini. La pellicola mescola sapientemente commedia degli equivoci, crime caper e coming-of-age.

Certo, si potrebbe definire un "one-joke movie", costruito su una singola gag di fondo. Ma quando quella gag è Marlon Brando che riprende i panni di Don Corleone in chiave comica, l'esperimento riesce perfettamente.

L'oblio di un gioiello nascosto

Oggi, a 35 anni di distanza, Il Boss e la Matricola è un film oscuro che non compare nelle liste dei migliori lavori né di Broderick né di Brando. Come osserva BadTaste, potrebbe suscitare nostalgia solo in chi, cresciuto negli anni Novanta, possedeva la VHS in casa.

Eppure, rispetto a Il Padrino parte III, ha un vantaggio non da poco: è più rivedibile, più leggero e divertente, senza il fardello delle aspettative smisurate di dover chiudere una saga leggendaria.