L'arte di strada che unisce femminismo e pacifismo
Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, Roma si risveglia con una nuova provocazione artistica firmata Laika. Come riporta ANSA Cultura, l'opera intitolata 'War Is Patriarchy' è apparsa in via Boncompagni, a pochi passi dall'Ambasciata degli Stati Uniti, con un messaggio inequivocabile: una militante transfemminista che spezza in due un missile con un calcio.
Il messaggio dell'artista contro i 'venti di guerra'
L'intervento artistico arriva in un momento particolarmente significativo. Secondo quanto dichiarato da Laika, questa giornata di lotta coincide con un periodo terribile per l'umanità, in cui 'venti di guerra su larga scala soffiano sempre più forte'. L'artista punta il dito contro 'leader dispotici' che 'se ne infischiano del diritto internazionale e si rendono responsabili della morte di migliaia di vite, spesso donne e bambini, solo per i propri interessi economici e per le loro dinamiche di potere'.
La connessione tra guerra e patriarcato non è casuale nella visione dell'artista. 'La guerra è patriarcato perché del patriarcato è l'espressione più estrema', spiega Laika, evidenziando come 'con la logica del dominio, della violenza e della sottomissione, la guerra applica su scala globale la gerarchia patriarcale, dove la forza, la violenza e il controllo prevalgono su diplomazia, cooperazione e diritti'.
La critica al governo e al Ddl Bongiorno
L'opera non si limita a denunciare i conflitti internazionali, ma punta i riflettori anche sulla situazione nazionale. Laika accusa il governo di aver dichiarato 'guerra alle donne, alle soggettività femminilizzate, alle persone trans e non binarie attraverso il Ddl Bongiorno', descritto come un provvedimento che 'ha come obiettivo minare la credibilità di chi subisce violenza e tutelare chi abusa, aggravando la vittimizzazione nei tribunali'.
Milano in piazza: migliaia contro guerra e patriarcato
Il messaggio di Laika trova eco nelle manifestazioni che attraversano l'Italia. Come documenta RaiNews, a Milano migliaia di persone hanno formato un serpentone dalla Stazione Centrale verso piazza Fontana, sfilando con lo slogan 'Disarmiamo guerra e patriarcato'. La mobilitazione milanese rappresenta una delle tante iniziative che collegano la lotta per i diritti delle donne alla causa pacifista.
L'appello alla mobilitazione
L'artista conclude il suo intervento con un appello diretto: 'Oggi più che mai è importante scendere in piazza domenica 8 marzo e partecipare allo sciopero di lunedì 9 marzo. Essere contro guerra e patriarcato significa stare dalla parte giusta della storia'. Un messaggio che sintetizza la filosofia di un movimento che vede nell'intersezionalità tra cause diverse la chiave per un cambiamento sociale profondo.
L'opera di Laika si inserisce così in un panorama di protesta più ampio, dove street art e attivismo si fondono per dare voce a istanze che vanno oltre i confini nazionali, collegando la lotta per l'uguaglianza di genere alla ricerca della pace mondiale.




