Quando la morte diventa un atto d'amore

Anna ha 41 anni, vive a Bergamo ed è sposata da vent'anni con tre figli. Potrebbe sembrare una donna come tante altre, eppure ha fatto una scelta che molti considerano insolita: ha pianificato il proprio funerale. Come racconta Vanity Fair Italia, questa decisione nasce da un'esperienza dolorosa vissuta vent'anni fa, quando aveva solo 20 anni.

"Desiderava essere vestita dai suoi figli prima della sepoltura, ma lo fecero gli operatori funebri", ricorda Anna riferendosi alla nonna. "L'ho vissuto come una ferita. Avevo ascoltato ogni sua richiesta, anche quelle che sembravano assurde, e invece non è stato rispettato nulla".

Una cerimonia che celebra la vita

La pianificazione di Anna è tutt'altro che macabra. La donna, che convive con una displasia cardiaca e un ipotiroidismo, immagina il suo addio come una festa: "Nei funerali religiosi mi sento sempre fuori posto: c'è un'atmosfera di sofferenza che non mi rispecchia. Io credo che il commiato debba essere una festa, un ritrovarsi per celebrare la vita".

La sua cerimonia ideale prevede piante invece di fiori recisi ("mi danno un senso di morte"), musica dal vivo con brani della sua playlist personale, installazioni luminose a forma di mongolfiere colorate e la fumigazione con salvia bianca. L'idea più toccante? "Vorrei che le persone portassero a casa una pianta, da accudire. È il dono più bello: qualcosa che cresce".

Il caso di Franco: 91 anni di lucidità

Accanto alla storia di Anna, Vanity Fair racconta quella di Franco, 91 anni, che ha compiuto la stessa scelta per ragioni diverse ma altrettanto profonde. Cresciuto "tra suore e riti ripetuti come in prigione", Franco aveva scelto l'agnosticismo e desiderava un funerale che parlasse di lui, non di Dio.

La sua cerimonia, celebrata nell'auditorium di San Sisto a Bergamo, è stata esattamente come l'aveva immaginata: foto di montagna, luce naturale, un brindisi finale e persino un'immagine particolare in cui indossava una maglietta rossa. Prima di morire aveva lasciato un messaggio ai suoi cari: "Voi voletevi bene, che è bello volersi bene. Abbracciatevi tutti".

La figura della funeral planner

A guidare queste persone nel loro percorso c'è Lisa Martignetti, funeral planner e ideatrice del servizio "Tramonto sereno", che insieme ad Alessandro Piana accompagna chi decide di pianificare il proprio funerale. "Pianificare è il più grande atto d'amore verso se stessi e verso chi resta", spiega Lisa. "È come lasciare una lista dei desideri: alleggerisci chi rimane, lo liberi dall'onere di prendere decisioni terribili mentre sta soffrendo".

Secondo la professionista, questa pratica dovrebbe essere normalizzata: "La gente ha paura di parlarne, ma quando affronti il tema con consapevolezza nasce una curiosità nuova. Perché prepariamo tutto, tranne ciò che sicuramente accadrà: la nostra morte".