La Rivoluzione Genderless di Kronthaler

Alla Paris Fashion Week, Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood ha presentato la sua 21esima collezione, un manifesto di libertà che cancella definitivamente i codici di genere nell'abbigliamento. Come riporta Vogue Italia, la sfilata per l'autunno inverno 2026-2027 si è trasformata in una lezione di spontaneità dove "l'uomo porta i tacchi con disinvoltura, mentre la donna sfoggia la giarrettiera come nulla fosse".

Tre Muse per una Visione Rivoluzionaria

La collezione nasce dall'incontro di tre fonti d'ispirazione apparentemente distanti ma profondamente connesse. La prima è Romy Schneider, attrice austriaca come lo stesso designer, la cui sensibilità evocativa ha definito l'immaginario estetico della proposta. La seconda fonte è il lavoro del costumista italiano Danilo Donati, i cui straordinari costumi per "I Racconti di Canterbury" di Pasolini hanno rappresentato un riferimento fondamentale, portando con sé lo spirito di Geoffrey Chaucer e la sua visione ironica dell'esistenza umana.

Il terzo elemento è l'universo della lingerie erotica, con reggicalze, calze, reggiseni e persino caramelle dure che diventano dettagli suggestivi attraversando l'intera collezione, rendendo "inesistente" il confine tra maschile e femminile.

Destrutturazione e Sperimentazione

Secondo quanto riportato da Vogue Italia, i capi non sono rigidi ma "pensati per essere interpretati e trasformati da chi li indossa". Le spalle doppiamente imbottite emergono sotto cappotti e maglioni, vivacizzate dalla maglieria "Cupid" che aggiunge una nota giocosa. La proposta combina seta, blazer collegiali, smoking e cappotti con motivi a righe, mentre gli abiti assumono un carattere sperimentale con cuciture grezze che drappeggiano il tessuto in forme sempre diverse.

Particolare attenzione meritano gli abiti-grembiule con nastri, i tessuti strutturati e gli accostamenti cromatici casuali che alternano tonalità smorzate e colori non coordinati, creando un effetto volutamente disarmonico ma di grande impatto visivo.

Il Finale Punk e l'Omaggio Personale

A chiudere lo show, sulle note della colonna sonora firmata da Boy George e Kinky Roland, è apparsa una sposa in giacca e gonna lunga, con un voluminoso cappello e un mazzo di ravanelli al posto dei fiori tradizionali - un gesto "très chic, à la Vivienne Westwood".

Ma il momento più toccante è stato l'omaggio personale: sull'invito alla sfilata appariva una fotografia che ritraeva la madre del designer, lui stesso e Vivienne Westwood. Un'immagine accompagnata da una dedica intima - "non sarei qui senza di te" alla madre e un pensiero a Vivienne, "la cui assenza si fa sentire ogni giorno".