Un personaggio scomodo ma affascinante

Luca Argentero torna protagonista del piccolo schermo con un ruolo decisamente insolito. Dal 6 marzo su Sky e in streaming su NOW, l'attore veste i panni dell'Avvocato Ligas, un penalista milanese che rappresenta tutto ciò che Argentero non è nella vita reale. Come riportato da Amica.it in un'intervista esclusiva, l'attore ha descritto il suo personaggio come "esuberante, spregiudicato, cinico e pieno di contraddizioni".

Le qualità che Argentero invidia al suo personaggio

Quello che colpisce di più nelle dichiarazioni dell'attore è la sua sincera ammissione di invidiare alcune caratteristiche di Ligas. "Il più grande pregio di Ligas è sicuramente la sua velocità di pensiero, il ritmo a cui lavora il suo cervello", ha spiegato Argentero nell'intervista. Ma è soprattutto l'atteggiamento del personaggio verso la vita a colpire l'attore: "Io a Ligas invidio un po' di questa arroganza, non sono assolutamente capace di interfacciarmi con il mondo con questo piglio".

L'attore ha poi corretto il termine 'arroganza' precisando: "Arroganza è una parola sbagliata: una sicurezza e un coraggio che io non ho". Una confessione che rivela molto della personalità riservata di Argentero, lontana anni luce dall'esuberanza del suo personaggio.

Un ruolo liberatorio e spaventoso

La serie, diretta da Fabio Paladini, ha rappresentato per Argentero un'esperienza particolare. "Interpretare questo personaggio è stato anche un po' liberatorio", ha confessato l'attore. Ma non è stato tutto semplice: "Mi ha anche un po' spaventato a volte di come mi trovassi a mio agio nei panni di un personaggio così scorretto".

Ligas è infatti un uomo che "per sfuggire alla noia e inseguire il continuo bisogno di sfide non pensa alle conseguenze delle proprie azioni". Un personaggio che spesso si autosabota ma che rimane, paradossalmente, "un uomo libero".

Le contraddizioni di un genio autodistruttivo

L'avvocato Ligas emerge come una figura complessa: geniale e acuto professionalmente, ma incapace di gestire la propria vita privata. "Il peggior difetto è non riuscire a prendersi cura di se stesso e di conseguenza delle persone a cui vuole bene", ha osservato Argentero, delineando il ritratto di un uomo brillante ma profondamente contraddittorio.

Questa dualità tra genialità professionale e caos personale rappresenta il cuore narrativo della serie, che promette di esplorare i limiti sottili tra successo e autodistruzione nel mondo dell'avvocatura milanese.