Da attrice teatrale a icona di stile globale

Come riporta la rivista Amica, Meryl Streep rappresenta un caso unico nel panorama hollywoodiano: un'attrice capace di rompere i tabù dell'età mantenendo una presenza magnetica sia sullo schermo che sui red carpet. Con 77 anni che compirà a giugno, l'attrice premio Oscar si prepara a tornare nei panni di Miranda Priestly nel sequel del Diavolo Veste Prada, dimostrando che il talento non conosce limiti anagrafici.

Gli esordi: quando lo stile era istintivo

Negli anni '80, all'alba della sua carriera cinematografica, Streep sfoggiava un look bohémien caratterizzato da lunghe chiome bionde e un approccio naturale alla moda. Come sottolinea Amica, in quell'epoca "i look per i grandi eventi venivano scelti istintivamente, spesso attingendo dal proprio guardaroba personale". I suoi abiti più memorabili di quel periodo erano quelli indossati sullo schermo: i trench di "Kramer contro Kramer" e le giacche sahariane de "La mia Africa".

La svolta couture degli anni 2000

Il vero cambio di passo avviene alla fine degli anni Duemila, in concomitanza con due film che la faranno amare da una nuova generazione: "Il Diavolo Veste Prada" e "Mamma Mia". Da quel momento, secondo Amica, "inizia ad affidarsi ai nomi della couture internazionale: Valentino, Lanvin, Alberta Ferretti". Le silhouette diventano più scolpite, gli accessori più calibrati, e perfino i suoi occhiali da vista si trasformano in una firma di stile distintiva.

L'influenza di Miranda Priestly

Nonostante l'attrice abbia sempre preso le distanze dal personaggio nelle interviste, è innegabile che il successo del "Diavolo Veste Prada" abbia rivoluzionato il suo rapporto con la moda. La sua nuova uniforme include tailleur pantalone per il giorno e abiti lunghi con cintura per la sera, sempre caratterizzati da "quel tocco di ironia di chi non ha bisogno di sforzarsi troppo", come evidenzia Amica.

Lo stile attuale: maturità e sicurezza

Oggi Streep collabora con Micaela Erlanger, celebre stylist di Hollywood che l'ha guidata nella scelta di brand e capi. Durante il press tour del sequel, l'attrice ha reso omaggio al suo personaggio più iconico con power suit Dolce&Gabbana e Prada, grandi cappe Givenchy e pellicce Gucci. Un'evoluzione che culmina nella surreale copertina di Vogue insieme ad Anna Wintour, direttore che ha ispirato il personaggio di Miranda Priestly.

L'autenticità come cifra stilistica

Con un curriculum di tre Oscar e 21 nomination, Streep ha raggiunto quella libertà espressiva che le permette di indossare "davvero quello che vuole". Il suo stile attuale riflette perfettamente la maturità artistica: sofisticato ma mai eccessivo, elegante ma sempre accessibile, dimostrando che l'autenticità rimane il migliore accessorio di stile.