Il caso che ha fatto discutere Hollywood

Durante la serata inaugurale del San Francisco International Film Festival, Olivia Wilde è apparsa in un'intervista che è rapidamente diventata virale per motivi tutt'altro che positivi. Come riporta Io Donna, l'attrice e regista ha mostrato "un volto apparso ai più estremamente scavato e lineamenti così affilati da risultare quasi 'alieni'".

L'aspetto dell'attrice di House ha immediatamente scatenato l'allarme tra i fan e riacceso il dibattito sul fenomeno dell'"Ozempic Face", sempre più frequente sui red carpet internazionali.

Cos'è l'Ozempic Face e perché preoccupa

Il termine "Ozempic Face" indica quell'effetto svuotato e precocemente invecchiato causato dalla perdita di peso repentina dovuta ai farmaci a base di semaglutide, originariamente sviluppati per il diabete ma sempre più utilizzati per il dimagrimento.

Secondo quanto evidenziato da Io Donna, molti medici avvertono che "questo cedimento dei volumi sottocutanei è un processo quasi irreversibile senza ricorrere alla chirurgia estetica correttiva". Il prezzo di una silhouette sottile diventa così un volto che perde la sua naturale vitalità, con zigomi affilati e una pelle che sembra aver perso elasticità.

Le ipotesi alternative: tecnica di ripresa o chirurgia estetica

Non tutti sono convinti che si tratti necessariamente di effetti collaterali farmacologici. Alcuni utenti hanno notato che l'intervista potrebbe essere stata girata con un'angolazione sfavorevole e obiettivi che distorcono i volumi. "Il cameraman le ha fatto un pessimo servizio", commentano alcuni testimoni presenti all'evento.

Tuttavia, già durante i recenti Fashion Trust U.S. Awards, Olivia Wilde aveva mostrato una silhouette "apparsa fin troppo fragile". Gli zigomi taglienti hanno fatto sospettare ad alcuni esperti il ricorso al "buccal fat removal", la rimozione chirurgica dei cuscinetti di grasso dalle guance, un trend in crescita a Beverly Hills.

Il ritorno dell'estetica estrema a Hollywood

Il caso di Olivia Wilde si inserisce in un fenomeno più ampio che coinvolge diverse star di Hollywood. Come osserva Io Donna, "dalla fragilità eterea di Ariana Grande allo chic emaciato di Jenna Ortega, fino alla silhouette asciuttissima di Demi Moore", sembra che l'industria cinematografica abbia "archiviato la retorica della body positivity per tornare a celebrare una magrezza estrema, quasi punitiva".

Questo ritorno ai canoni estetici degli anni '90 e 2000 solleva interrogativi importanti sulla pressione sociale e mediatica che influenza le scelte delle celebrità e, di riflesso, del pubblico.